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Chennai with Dr. Annie Wood Besant
Raccontare l’India
Per oltre quarant’anni, la sede della Società Teosofica ad Adyar fu la base di Annie Besant in India. Da questo angolo di Chennai scrisse libri e articoli, curò riviste, viaggiò in tutto il Paese tenendo conferenze e contribuì alla fondazione di istituzioni educative che continuarono a prosperare ben oltre la sua vita. Sebbene sia spesso ricordata per il suo ruolo politico, gli anni trascorsi in India furono segnati anche dall’istruzione e dallo scambio di idee.
La storia di Annie Besant in India è strettamente legata ad Adyar, dove una tenuta sulle rive del fiume divenne un luogo d’incontro per studiosi, riformatori, studenti e ricercatori spirituali provenienti da tutto il mondo. Attraverso il suo lavoro, divenne una delle figure pubbliche più influenti della sua generazione, lasciando un’impronta duratura nella vita intellettuale e culturale dell’India.
Molto prima di arrivare in India, Annie Besant si era già affermata in Gran Bretagna come brillante oratrice e scrittrice. Studiò discipline scientifiche sostenendo gli esami dell’Università di Londra e ottenne certificati in diverse materie. Fu membro del London School Board, dove sostenne l’istruzione gratuita e lavorò per migliorare le condizioni degli scolari. Con il tempo, però, sentì che l’impegno politico e le riforme sociali da soli non rispondevano alle domande più profonde che la interessavano.
Annie Besant conobbe la Teosofia in Gran Bretagna attraverso gli scritti di Helena Petrovna Blavatsky. Affascinata dal suo approccio alla religione, alla filosofia e al dialogo tra le culture, entrò a far parte della Società Teosofica nel 1889. Quattro anni dopo si trasferì in India e si stabilì presso la sede di Adyar, dove trovò una comunità internazionale dedicata al confronto, alla pubblicazione di opere e allo studio. Qui Annie Besant trovò sia una casa sia una piattaforma per il suo lavoro.
A Chennai, allora Madras, Annie Besant fu strettamente legata alla sede della Società Teosofica di Adyar e nel 1907 ne divenne Presidente. Sotto la sua guida il campus si sviluppò come centro di istruzione, editoria e ricerca, immerso in ampi giardini e aree boschive. Ospitava inoltre scuole per bambini, un centro di formazione femminile, una biblioteca con centro di ricerca, strutture di accoglienza e una libreria. Gran parte di queste iniziative nacque proprio ad Adyar. La casa editrice della Società Teosofica pubblicava libri e riviste distribuiti in tutta l’India e all’estero. Tra le pubblicazioni principali vi era The Theosophist, che offriva ai lettori riflessioni su filosofia, religione e temi contemporanei. Tra le opere di Annie Besant di questo periodo figurano India: A Nation (1915), in cui sosteneva l’autogoverno e la necessità di riforme politiche e sociali, e Wake Up India (1917), raccolta di conferenze dedicate all’istruzione, al sistema delle caste, all’educazione femminile e al cambiamento sociale.
Annie Besant tenne conferenze nelle principali città, tra cui Madras, Benares e Bombay, affrontando con costanza temi come l’istruzione quale fondamento dello sviluppo nazionale, l’importanza della consapevolezza culturale e la partecipazione politica nell’India coloniale. Il suo impegno nell’educazione prese forma anche con la fondazione del Central Hindu College di Banaras, che nel 1916 divenne parte della Banaras Hindu University. Nelle parole della stessa Annie Besant, l’obiettivo del college era offrire «una solida istruzione laica, unita a un insegnamento morale e religioso, fondato sui principi fondamentali dell’Induismo». Anche Geoffrey Arundale e Francesca Arundale, teosofi britannici, vi insegnarono.
Le donne indiane costituivano una parte importante del pubblico di Annie Besant. Quando la Sezione Indiana della Società Teosofica tenne il suo congresso annuale a Madras nel 1893, alle donne fu permesso di partecipare per la prima volta e Annie Besant si rivolse direttamente a loro. Affrontò con attenzione il tema dei diritti delle donne, esprimendo però posizioni chiare. Nella conferenza Womanhood (1901) sostenne che donne istruite e rispettate avevano sempre fatto parte della società indiana. Nella conferenza On the Political Status of Women evidenziò le contraddizioni dei suoi oppositori: una donna era considerata “poco femminile” se studiava medicina, ma perfettamente adatta a fare l’infermiera; ritenuta inadatta a studiare l’igiene, ma responsabile della salute dei figli; troppo fragile per votare, ma abbastanza forte per lavorare nei campi e nelle fabbriche.
Incoraggiò il suo pubblico a vedere il progresso delle donne non come un’imitazione dell’Occidente, ma come una naturale continuazione di valori già presenti nelle tradizioni dell’India. Affrontò anche il tema del nuovo matrimonio delle vedove in un saggio dedicato all’argomento, intervenendo su una delle questioni sociali più delicate dell’epoca. Nel 1904 fondò una scuola femminile a Banaras. Nel 1917, sotto la sua guida, le teosofe Margaret Cousins e Dorothy Jinarajadasa fondarono a Madras la Women’s Indian Association, la prima organizzazione a riunire donne provenienti da tutta l’India per una causa comune.
«È meglio rimanere in silenzio, è meglio perfino non pensare, se non si è pronti ad agire.»
— Annie Besant
Annie Besant set up many spaces for education and Theosophical lodges in multiple cities like
Annie Besant fondò numerose istituzioni educative e logge teosofiche in città come Allahabad, Indore, Bangalore, Madanapalle nell’Andhra Pradesh, dove in seguito nacque il Besant Theosophical College, e una National University a Chennai, molte delle quali esistono ancora oggi. In queste istituzioni coinvolse insegnanti locali, spesso indiani con formazione inglese, per insegnare scienze, arti e musica indiane. Il programma comprendeva anche sanscrito o hindi, storia dell’India e yoga, insieme a matematica e inglese.
La corrispondenza e i discorsi di Annie Besant da Adyar sono conservati negli archivi teosofici, tra cui l’Adyar Library and Research Centre e i Surendra Narayan Archives, oltre che in altre collezioni. Il suo lavoro è documentato anche presso il Dickinson College, che conserva i suoi documenti, compresi i discorsi tenuti a Chennai. Nel 1921 ricevette il titolo onorario di D.Litt. (Doctor of Letters) dalla Banaras Hindu University per il suo contributo all’istruzione. Non è esagerato affermare che la fiducia in sé stessa che contribuì a trasmettere agli indiani rafforzò il loro percorso verso la libertà.
Chennai, la quarta metropoli più grande dell’India, è il centro culturale dell’India meridionale e il cuore della musica carnatica e della danza Bharatanatyam. Già dal primo percorso in città, i suoi paesaggi e la sua vivacità lasciano un’impressione memorabile. Da porto coloniale, Chennai si è trasformata in uno dei principali centri indiani per l’istruzione, l’editoria, la musica classica e l’industria. Accanto agli edifici civici del XIX secolo sorgono alcuni dei templi più antichi dell’India meridionale, mentre quartieri come Mylapore, George Town e Adyar raccontano diverse epoche della storia cittadina. Dalla scoperta dei manoscritti dell’Adyar Library alla Bronze Gallery del Government Museum, fino ai mercati locali, Chennai offre continue occasioni per imparare e vivere nuove esperienze. Nei mesi di marzo e aprile si celebra il festival tamil di Panguni Peruvizha, che dura dieci giorni ed è famoso per la grande processione dei carri, durante la quale gli idoli in bronzo di 63 antichi santi tamil vengono portati tra le folle fino al Tempio Kapaleeshwarar di Mylapore.
A George Town assaporate la cucina casalinga tamil e del Kerala nelle storiche messes: biryani di montone delicatamente speziato, seer fish fritto, masala di gamberi con cocco tostato, appam con fish moilee e un bicchiere di toddy per completare l’esperienza. Le strade di Sowcarpet mostrano un altro volto della gastronomia di Chennai, con ristoranti dell’India settentrionale che servono ottimi uthappam, podi idly e paniyaram.
Scoprite come Rukmini Devi Arundale immaginò l’educazione artistica alla Kalakshetra Foundation, dove arti performative classiche e architettura creano un ambiente di apprendimento integrato. Passeggiate tra l’anfiteatro, i laboratori di tessitura e le aule, osservando gli studenti impegnati nelle lezioni di Bharatanatyam e canto, per capire come ogni spazio sia parte del percorso educativo.
Da vedere
Annie Besant: An Unlikely Rebel by Lucas Film
Crossroads of Courage: a Dialogue on Annie Besant by Theosophical Society Adyar
Da ascoltare
Annie Besant: an Autobiography by LibriVox
Presso Tushita Travels, continuiamo a guardare l’India con meraviglia, insieme a voi. Dopo quasi cinquant’anni trascorsi viaggiando attraverso il Paese, la sua bellezza continua ad affascinarci ogni giorno. Dal Ladakh, dove Tushita ricevette il suo nome da un monaco buddhista nel 1977, fino al Tamil Nadu, dove abbiamo collaborato con le comunità locali per raccontare una delle culture più antiche del mondo, siamo al vostro fianco nel viaggio alla scoperta della nostra parte di mondo.
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